"Imperare sibi maximum imperium est"

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sabato 29 marzo 2014




Lo storico discorso di Putin alla Duma per l’annessione della Crimea alla Russia







Giovedì 27 marzo, a New York, l’Assemblea Generale delle Nazioni Unite ha adottato a maggioranza una Risoluzione (proposta dall’Ucraina), votata da 100 Paesi (tra cui 28 della UE, inclusa l’Italia), che ha definito illegittimo il referendum tenutosi domenica 16 marzo in Crimea e a Sebastopoli per l’indipendenza dall’Ucraina. Solo 11 Stati membri hanno votato contro il testo, mentre 56 si sono astenuti. Prima del voto il Vice ministro russo degli Affari Esteri, Gennady Gatilov, aveva affermato che la Russia avrebbe potuto rifiutarsi di adempiervi, data la natura non vincolante della Risoluzione. “Questa decisione – aveva dichiarato Gatilov riferendosi alla Risoluzione – anche se fosse accettata non potrà avere nessun impatto sulla nostra posizione”. Dopo il voto alle Nazioni Unite, Mosca ha respinto il documento dell'Assemblea, definendo l’iniziativa come “controproducente”, perché “complica soltanto la soluzione della crisi politica in Ucraina”. Di eguale tenore le parole del Rappresentante permanente russo al Palazzo di Vetro, Vitaly Churkin, il quale ha sostenuto che la Risoluzione ha voluto “mettere in dubbio l’importanza del referendum tenutosi in Crimea che invece ha svolto un ruolo storico. La Russia – ha aggiunto – non poteva rifiutare alla Crimea di potere esercitare il proprio diritto all’autodeterminazione”.
Il 18 marzo scorso il Presidente della Federazione Russa, Vladimir Putin, aveva tenuto, davanti alla Duma di Stato (la Camera bassa) dell’Assemblea Federale russa, un ampio discorso in occasione del voto di ratifica del provvedimento di legge che, dopo il referendum sull’indipendenza votato il 16 marzo, ha sancito l’annessione della Repubblica di Crimea e della città di Sebastopoli alla Russia. Oltre ai deputati, erano presenti anche le alte cariche dello Stato e i rappresentanti della Crimea e di Sebastopoli. Nel suo lungo intervento, il leader del Cremlino ha esposto diverse argomentazioni di natura storica, politica e giuridica per sottolineare i legami che uniscono la Russia alla Crimea e motivare la validità formale e sostanziale dell'operato (militare e politico) sia delle forze di Mosca sia della comunità russofona nella penisola ex ucraina. Di particolare rilevanza può, ad esempio, essere considerato l'accenno al rispetto dei vincoli internazionali, ovvero bilaterali (tra Mosca e Kiev) riguardo al numero dei militari dispiegati a Sebastopoli e in Crimea. Il Presidente russo, in un passaggio del suo discorso, ha tenuto infatti a precisare che il numero attuale delle forze (militari) russe là presenti non supera quello massimo previsto dagli accordi. "È vero, - ha affermato Putin - il Presidente della Federazione Russa ha ricevuto il permesso dalla Camera alta del Parlamento di utilizzare le Forze Armate in Ucraina. Tuttavia, - ha spiegato - a rigor di termini, ancora nessuno ha agito in base a questa autorizzazione. Le Forze Armate della Russia mai entrate Crimea, erano già lì in linea con un accordo internazionale. È vero, abbiamo fatto aumentare le nostre forze lì, ma questo è qualcosa che vorrei che tutti ascoltassero e sapessero non abbiamo fatto superare il limite di personale delle nostre Forze Armate in Crimea, che è fissato a 25.000, perché non c'era bisogno di fare così". L'accordo internazionale, cui ha fatto riferimento Putin, è l' “Accordo tra la Federazione Russa e l’Ucraina sui parametri della divisione della Flotta del Mar Nero” (Agreement Between the Russian Federation and Ukraine on the Status and Conditions of the Russian Federation Black Sea Fleet’s Stay on Ukrainian Territory), siglato a Kiev il 28 maggio 1997.

Ecco, di seguito, il testo completo dello storico discorso del Capo del Cremlino, nella traduzione in italiano (accompagnata dal video integrale, tratto dal canale tv "Euronews")







Discorso del Presidente della Federazione Russa

Discorso del Presidente Vladimir Putin ai deputati della Duma, ai membri del Consiglio della Federazione, ai capi delle regioni russe e ai rappresentanti della società civile nel Cremlino.

<< Membri del Consiglio della Federazione, deputati della Duma di Stato, buon pomeriggio. I rappresentanti della Repubblica di Crimea e Sebastopoli sono qui tra noi, cittadini della Russia, gli abitanti della Crimea e di Sebastopoli!

Cari amici, ci siamo riuniti qui oggi, in relazione a un tema che è di vitale importanza storica per tutti noi. Il referendum si è svolto in Crimea il 16 marzo nel pieno rispetto delle procedure democratiche e delle norme internazionali.

Più dell’82 per cento degli elettori ha preso parte alla votazione. Oltre il 96 per cento di loro ha parlato in favore del ricongiungimento con la Russia. Questi numeri parlano da soli.

Per capire la ragione di tale scelta è sufficiente conoscere la storia della Crimea e ciò che la Russia e la Crimea hanno sempre significato per l'altro.

Tutto in Crimea parla della nostra storia comune e orgoglio. Qui è situata l’antica Khersones, dove fu battezzato il principe Vladimir. Il suo coraggio spirituale nell’adottare al'Ortodossia determinò la base complessiva della cultura, della civiltà e dei valori umani che uniscono i popoli della Russia, dell'Ucraina e della Bielorussia. Anche le tombe dei soldati russi il cui coraggio ha portato la Crimea nell’Impero Russo sono in Crimea. Questo è anche Sebastopoli - una città leggendaria con una storia eccezionale, una fortezza che serve come luogo di nascita di Flotta del Mar Nero della Russia. La Crimea è Balaklava e Kerch, Malakhov Kurgan e Sapun Ridge. Ognuno di questi luoghi è caro ai nostri cuori, simboleggiando essi la gloria militare l’eccezionale valore russo.

La Crimea è una miscela unica di culture e tradizioni differenti di popoli. Questo la rende simile alla Russia nel suo complesso, in cui non un singolo gruppo etnico è andato perduto nel corso dei secoli. Russi e ucraini, tartari della Crimea e persone di altre etnie hanno vissuto fianco a fianco in Crimea, mantenendo la propria identità, tradizioni, lingue e fede.

Per inciso, la popolazione totale della penisola di Crimea è oggi di 2,2 milioni di persone, di cui quasi 1,5 milioni sono russi, 350.000 sono gli ucraini che considerano il russo prevalentemente la loro lingua madre, e circa 290,000-300,000 sono tatari di Crimea, che, come il referendum ha dimostrato, propendono anch’essi per la Russia.

È vero, c'è stato un tempo in cui i tatari di Crimea sono stati trattati ingiustamente, così come un certo numero di altri popoli in URSS. C'è solo una cosa che posso dire qui: milioni di persone di varie etnie hanno sofferto durante queste repressioni, e soprattutto i russi.

I tatari di Crimea tornarono alla loro patria. Credo che dovremmo prendere tutte le decisioni politiche e legislative necessarie per finalizzare la riabilitazione dei tatari di Crimea, ripristinarli nei loro diritti e riabilitare il loro buon nome.

Abbiamo grande rispetto per le persone di tutti i gruppi etnici che vivono in Crimea. Questa è la loro casa comune, la loro patria, e sarebbe giusto - so che la popolazione locale sostiene questo - per la Crimea avere tre lingue nazionali uguali: russo, ucraino e tataro.

Colleghi,

Nel cuore e nella mente delle persone, la Crimea è sempre stata una parte inseparabile della Russia. Questa convinzione si basa sulla verità e la giustizia ed è stata tramandata di generazione in generazione, nel corso del tempo, in ogni condizione, nonostante tutti i cambiamenti drammatici che il nostro Paese ha attraversato per tutto il 20° secolo.

Dopo la rivoluzione, i bolscevichi, per una serie di motivi - possa Dio giudicare loro - hanno aggiunto grandi sezioni del Sud della Russia storica alla Repubblica di Ucraina. Ciò è stato fatto senza alcuna considerazione per la composizione etnica della popolazione, e oggi queste aree costituiscono il sud-est dell'Ucraina. Poi, nel 1954, fu presa la decisione di inglobare la Regione di Crimea nell'Ucraina, insieme a Sebastopoli, nonostante il fatto che fosse una città federale. Questa è stata l'iniziativa personale del capo del Partito comunista Nikita Krusciov. Che cosa c'era dietro a questa sua decisione - il desiderio di conquistare il sostegno della classe politica ucraina o espiare le repressioni di massa del 1930 in Ucraina - spetta agli storici capirlo.

Ciò che conta ora è che questa decisione è stata presa in palese violazione delle norme costituzionali che erano in vigore anche allora. La decisione è stata presa dietro le quinte. Naturalmente, in uno Stato totalitario nessuno si è preoccupato di chiedere ai cittadini di Crimea e Sebastopoli. Erano di fronte al fatto compiuto. La gente, ovviamente, si chiedeva perché tutto ad un tratto la Crimea fosse diventata parte dell'Ucraina. Ma nel complesso - e dobbiamo dichiararlo chiaramente, lo sappiamo tutti - questa decisione è stata trattata come una formalità di sorta perché il territorio è stato trasferito entro i confini di un singolo Stato. Allora, era impossibile immaginare che l'Ucraina e la Russia potessero dividersi e diventare due Stati separati. Tuttavia, questo è successo.

Purtroppo, quello che sembrava impossibile è diventato realtà. L'URSS è crollata. Eventi sviluppatisi così rapidamente che poche persone capito quanto veramente drammatica fossero quegli accadimenti e quali sarebbero state le loro conseguenze. Molte persone, sia in Russia e in Ucraina, così come in altre repubbliche speravano che la Comunità degli Stati Indipendenti che fu creata in quel momento sarebbe potuta diventare la nuova forma comune di statualità. Era stato detto loro che ci sarebbe stata una moneta unica, un unico spazio economico, forze armate congiunte, tuttavia, tutte queste cose sono rimaste promesse vuote, mentre il grande Stato era dissolto. Fu solo quando la Crimea finì come parte di un Paese diverso che la Russia si rese conto che non era stata semplicemente derubata, fu saccheggiata.

Al tempo stesso, dobbiamo ammettere che ripristinando la sua sovranità la Russia stessa ha accelerato il collasso dell'Unione Sovietica. E poiché questo crollo fu legalizzato, tutti dimenticarono la Crimea e Sebastopoli - la base principale della Flotta del Mar Nero. Milioni di persone si coricarono in un Paese per risvegliarsi in uno diverso, diventando nel lasso di una notte minoranza etnica nelle ex repubbliche dell'Unione, mentre la nazione russa diventava una delle più grandi, se non il più grande gruppo etnico al mondo ad essere diviso da confini.

Ora, molti anni dopo, ho sentito i residenti di Crimea i quali dicono che nel 1991 sono stati consegnati come un sacco di patate. Su questo è difficile non essere d'accordo con loro. E per quanto riguarda lo Stato russo? Che dire della Russia? E dell’umile accettazione della situazione. Questo Paese stava attraversando questi momenti difficili tanto che era effettivamente incapace di proteggere i propri interessi. Tuttavia, le persone non potevano acconsentire a questa scandalosa ingiustizia storica. In tutti questi anni, cittadini e molti personaggi pubblici sono tornati su questo problema, dicendo che la Crimea è una terra storicamente russa e che Sebastopoli è una città russa. Sì, tutti noi sapevamo questo nei cuori e nelle nostri menti, ma abbiamo dovuto procedere dalla realtà esistente e costruire le nostre relazioni di buon vicinato con l'Ucraina indipendente su una nuova base. Nel frattempo, le nostre relazioni fraterne con l'Ucraina, con il popolo ucraino sono sempre state e rimarranno di primaria importanza per noi.

Oggi possiamo parlare apertamente, e vorrei condividere con voi alcuni dettagli dei negoziati che hanno avuto luogo nei primi anni 2000. L'allora presidente dell'Ucraina Kuchma mi chiese di accelerare il processo di delimitazione del confine russo-ucraino. A quel tempo, il processo era praticamente fermo. La Russia sembrava aver riconosciuto la Crimea come parte dell'Ucraina, ma non c'erano i negoziati per la delimitazione dei confini. Nonostante la complessità della situazione, ho subito dato istruzioni alle agenzie governative russe di accelerare il loro lavoro per documentare le frontiere, in modo che ognuno avesse una chiara comprensione che accettando di delimitare il confine ammettessimo de facto e de jure che la Crimea era territorio ucraino, chiudendo così il problema.

Ci adattammo con l’Ucraina non solo per quanto riguardava la Crimea, ma anche su una questione così complessa come il confine marittimo nel Mar d'Azov e lo Stretto di Kerch. Quello che si è convenuto da allora è che le buone relazioni con l'Ucraina contassero di più per noi e che non dovessero cadere ostaggio di sterili dispute territoriali. Tuttavia, ci aspettavamo che l'Ucraina rimanesse il nostro buon vicino, abbiamo sperato che i cittadini russi e russofoni in Ucraina, in particolare il suo sud-est e la Crimea, potessero vivere in uno Stato amico, democratico e civile che proteggesse i loro diritti in linea con le norme del diritto internazionale.

Tuttavia, questo non è quello che si è realizzato. Più volte si è tentato di privare i russi della loro memoria storica, anche della loro lingua e di sottoporli ad assimilazione forzata. Inoltre, i russi, così come altri cittadini ucraini soffrono la costante crisi politica e statale che ha scosso il Paese per oltre 20 anni.

Comprendo perché la gente ucraina voleva il cambiamento. Hanno avuto abbastanza delle autorità al potere durante gli anni di indipendenza dell'Ucraina. Presidenti, primi ministri e parlamentari sono cambiati, ma il loro atteggiamento verso il Paese e la sua gente è rimasta la stessa. Munsero il Paese, hanno combattuto tra di loro per il potere, le attività e i flussi di denaro e non si sono curate molto delle persone normali. Essi non si chiedevano perché ci fossero milioni di cittadini ucraini senza prospettive in patria che andavano in altri Paesi per lavorare come lavoratori a cottimo. Vorrei sottolineare questo: non era una qualche Silicon Valley quella verso cui fuggivano, ma per diventare lavoratori a giornata. Solo lo scorso anno quasi 3 milioni di persone hanno trovato un’occupazione in Russia. Secondo alcune fonti, nel 2013 i loro guadagni in Russia ammontano a oltre 20 miliardi di Dollari che è circa il 12 % del PIL dell'Ucraina.

Vorrei ribadire che ho compreso chi è andato a Maidan con slogan pacifici contro la corruzione, la gestione inefficiente dello Stato e la povertà. Il diritto alla protesta pacifica, le procedure ed elezioni democratiche esistono per il solo scopo di sostituire le autorità che non soddisfano il popolo. Tuttavia, coloro che stava dietro gli ultimi eventi in Ucraina aveva un programma diverso: si stavano preparando per l'ennesimo cambiamento di governo, volevano prendere il potere e non si sarebbero fermati davanti a nulla. Hanno fatto ricorso al terrore, omicidi e disordini. Nazionalisti, neonazisti, russofobi e anti-semiti hanno eseguito questo golpe. Essi continuano a impostare la linea in Ucraina ancora oggi.

Le nuove cosiddette autorità hanno iniziato con l'introduzione di un disegno di legge per rivedere la politica linguistica, che è stata una diretta violazione dei diritti delle minoranze etniche. Tuttavia, sono state immediatamente “legittimati” dagli sponsor stranieri di questi cosiddetti politici. Bisogna ammettere che i mentori di queste autorità attuali sono intelligenti e sanno bene a cosa possono portare questi tentativi di costruire uno Stato puramente ucraino. Il progetto di legge è stato messo da parte, ma evidentemente in serbo per il futuro. Quasi nessuno ora fa menzione di questo tentativo, probabilmente per la presunzione che la gente abbia la memoria corta. Tuttavia, possiamo tutti chiaramente vedere le intenzioni di questi eredi ideologici di Bandera, complice di Hitler durante la Seconda Guerra Mondiale.

E' anche evidente che non vi è alcuna autorità esecutiva legittima in Ucraina ora, nessuno con cui parlare. Molte agenzie governative sono state prese in consegna dagli impostori, ma non hanno alcun controllo del Paese, mentre essi stessi - e vorrei sottolinearlo - sono spesso controllati dai radicali.

In alcuni casi, è necessario un permesso speciale da parte dei militanti di Maidan per incontrare alcuni ministri del governo attuale. Questo non è uno scherzo - questa è la realtà.

Coloro che si opponevano al colpo di Stato sono stati immediatamente minacciati con la repressione. Naturalmente, la prima qui sulla lista era la Crimea, la Crimea russofona. In considerazione di ciò, gli abitanti della Crimea e di Sebastopoli si sono rivolti alla Russia per avere aiuto in difesa dei loro diritti e della vita, nel prevenire gli eventi che si stavano sviluppando e che sono ancora in corso a Kiev, Donetsk, Kharkov e in altre città ucraine.

Naturalmente, non potevamo lasciare questo appello inascoltato; non potevamo abbandonare la Crimea e i suoi abitanti in difficoltà. Questo sarebbe stato un tradimento da parte nostra.

In primo luogo, abbiamo dovuto contribuire a creare le condizioni affinché gli abitanti della Crimea per la prima volta nella storia siano stati in grado di esprimere pacificamente il loro libero arbitrio per quanto riguarda il proprio futuro. Tuttavia, cosa sentiamo dai nostri colleghi in Europa occidentale e in Nord America? Dicono che stiamo violando norme del diritto internazionale. In primo luogo, è una buona cosa che almeno si ricordi che esiste una cosa come il diritto internazionale - meglio tardi che mai.

In secondo luogo, e soprattutto - cosa esattamente stiamo violando? È vero, il Presidente della Federazione Russa ha ricevuto il permesso dalla Camera alta del Parlamento di utilizzare le Forze Armate in Ucraina. Tuttavia, a rigor di termini, ancora nessuno ha agito in base a questa autorizzazione. Le Forze Armate della Russia mai entrate Crimea, erano già lì in linea con un accordo internazionale. È vero, abbiamo fatto aumentare le nostre forze lì, ma - questo è qualcosa che vorrei che tutti ascoltassero e sapessero - non abbiamo fatto superare il limite di personale delle nostre Forze Armate in Crimea, che è fissato a 25.000, perché non c'era bisogno di fare così.

Inoltre. Dal momento in cui ha dichiarato l'indipendenza e ha deciso di tenere un referendum, il Consiglio Supremo della Crimea si sono richiamate alla Carta delle Nazioni Unite, che parla del diritto delle nazioni all'autodeterminazione. Per inciso, vorrei ricordare che quando l'Ucraina si separò dall'Unione Sovietica ha fatto esattamente la stessa cosa, quasi parola per parola. L’Ucraina ha usato questo diritto, mentre agli abitanti della Crimea è stato negato. Perché è così?

Inoltre, le autorità della Crimea si sono ricollegate al noto precedente del Kosovo - un precedente che i nostri colleghi occidentali crearono con le proprie mani in una situazione molto simile, quando decisero che la separazione unilaterale del Kosovo dalla Serbia, esattamente quello che sta facendo ora la Crimea, era legittima e non richiedesse alcun permesso da parte delle autorità centrali del Paese. Ai sensi dell'articolo 2, Capitolo 1 della Carta delle Nazioni Unite, il Tribunale internazionale delle Nazioni Unite fu d'accordo con questo approccio e fece il seguente commento nella sua sentenza del 22 Luglio 2010, e cito: "Nessun divieto generale può essere dedotto dalla prassi del Consiglio di sicurezza per quanto riguarda le dichiarazioni di indipendenza" e "la legge generale internazionale non contiene alcun divieto di dichiarazioni di indipendenza". Cristallino, come si suol dire.

Non mi piace ricorrere a citazioni, ma in questo caso, non posso farne a meno. Ecco una citazione da un altro documento ufficiale: la dichiarazione scritta degli Stati Uniti America del 17 aprile 2009, presentata al medesimo Tribunale internazionale delle Nazioni Unite in relazione alle audizioni sul Kosovo. Cito, ancora: "Le dichiarazioni di indipendenza possono, e spesso fanno, violare la normativa nazionale. Tuttavia, questo non le rende violazioni del diritto internazionale". Fine della citazione. Hanno scritto questo, ribadendolo in tutto il mondo, trovandosi ognuno d’accordo e ora sono indignati. Di che cosa? Le azioni delle persone in Crimea sono completamente in sintonia con queste istruzioni, per così dire. Per qualche ragione, le cose che gli albanesi del Kosovo (e abbiamo pieno rispetto per loro) sono stati autorizzati a fare, per i russi, ucraini e tatari di Crimea in Crimea non sono ammesse. Anche in questo caso, ci si chiede perché.

Noi continuiamo a sentire dagli Stati Uniti e dall'Europa occidentale che il Kosovo sia una sorta di caso particolare. Che cosa lo rende così speciale agli occhi dei nostri colleghi? Si scopre che è il fatto che il conflitto in Kosovo ha provocato tante vittime umane. È questo un argomento giuridico? La sentenza della Corte internazionale non dice nulla su questo. Questo non è nemmeno doppio standard; questo è scioccante, primitivo, cinismo smussato. Non si dovrebbe cercare così crudelmente di fare di tutto per soddisfare i propri interessi, chiamando la stessa cosa bianca oggi e nera domani.

Secondo questa logica, dovremmo assicurarci che ogni conflitto porti a perdite umane.
Lo dirò chiaramente - se le unità locali di autodifesa in Crimea non avessero preso la situazione sotto controllo, ci sarebbero potute essere anche delle vittime. Fortunatamente questo non è accaduto. Non c’è stato un solo scontro armato in Crimea e nessuna vittima. Perché pensate che sia andata così? La risposta è semplice: perché è molto difficile, praticamente impossibile combattere contro la volontà del popolo. Qui vorrei ringraziare il soldato ucraino - 22.000 militari armati di tutto punto. Vorrei ringraziare i militari ucraini che si sono astenuti dallo spargere e dal macchiare le loro uniformi col sangue.

Altri pensieri vengono in mente a questo proposito. Continuano a parlare di qualche intervento russo in Crimea, una sorta di aggressione. Ciò è strano da sentire. Non riesco a ricordare un solo caso nella storia di un intervento senza colpo ferire e senza perdite umane.

Colleghi,

Come uno specchio, la situazione in Ucraina riflette ciò che sta succedendo e quello che è accaduto nel mondo negli ultimi decenni. Dopo la dissoluzione del bipolarismo non abbiamo più stabilità nel mondo. Le principali istituzioni internazionali non hanno alcuna autorità, al contrario, in molti casi, stanno tristemente degradando. I nostri partner occidentali, guidati dagli Stati Uniti d'America, preferiscono non essere guidati dal diritto internazionale nelle loro politiche concrete, ma dalla regola delle armi. Sono portati a credere nella loro esclusività ed eccezionalità, che possono decidere i destini del mondo, che solo loro possono sempre essere nel giusto. Essi agiscono a loro piacimento: qui e là, usano la forza contro gli Stati sovrani, creando coalizioni basate sul principio: "Se non sei con noi, sei contro di noi". Per fare sembrare una tale aggressione legittima, estorcono le risoluzioni necessarie dalle organizzazioni internazionali, e se per qualche motivo questo non funziona, semplicemente ignorano il Consiglio di Sicurezza dell’ONU e le Nazioni Unite in generale.

Questo è accaduto in Jugoslavia; ricordiamo il 1999 molto bene. Era difficile da credere, anche vederlo con i miei occhi, che alla fine del 20° secolo, una delle capitali d'Europa, Belgrado, potesse essere sotto attacco missilistico per diverse settimane, e poi è arrivato il vero intervento. C'è stata una risoluzione del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite in materia, che autorizzasse queste azioni? Niente del genere. E poi, hanno colpito l'Afghanistan, l'Iraq, e francamente hanno violato la risoluzione del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite sulla Libia, quando, invece di imporre la cosiddetta no-fly zone sopra essa hanno cominciato a bombardare a tappeto.

C'era tutta una serie di rivoluzioni "colorate" controllate. Chiaramente, le persone in quelle nazioni, dove questi eventi hanno avuto luogo, erano stufe della tirannia della povertà, della loro mancanza di prospettive, ma questi sentimenti sono stati sfruttati cinicamente. Sono state inflitte norme a queste nazioni che non hanno in alcun modo corrisposto al loro modo di vita, tradizioni o culture di questi popoli. Come risultato, invece di democrazia e libertà, c'è stato il caos, focolai di violenza e una serie di sconvolgimenti. La primavera araba si è trasformata in inverno arabo.


Una situazione simile si è realizzata in Ucraina. Nel 2004, per spingere il candidato necessario alle elezioni presidenziali, hanno pensato a una sorta di terzo turno che non era contemplato dalla legge. Fu un’assurdità e una presa in giro della costituzione. E stavolta, hanno usato un un esercito organizzato e ben attrezzato di militanti.

Noi capiamo cosa sta succedendo, ci rendiamo conto che queste azioni erano dirette contro l'Ucraina e la Russia e contro l'integrazione eurasiatica. E tutto questo mentre la Russia si è sforzata di avviare un dialogo con i nostri partner in Occidente. Stiamo proponendo costantemente la cooperazione su tutte le questioni fondamentali, vogliamo rafforzare il nostro livello di fiducia e affinché le nostre relazioni siano paritetiche, aperte e leali. Ma non abbiamo visto passi reciproci.

Al contrario, essi hanno mentito molte volte, preso decisioni alle nostre spalle, ci hanno posto davanti a un fatto compiuto. Questo è accaduto con l'espansione della NATO verso Est, così come la diffusione di infrastrutture militari alle nostre frontiere.

Continuavano a dirci la stessa cosa: "Beh, questo non vi riguarda" E' facile da dire.

E' successo con la messa a punto di un sistema di difesa missilistico. A dispetto di tutte le nostre apprensioni, il progetto sta operando e sta andando avanti. E' successo con l’infinito ostruzionismo nei colloqui sulle questioni relative ai visti, alle promesse di concorrenza leale e al libero accesso ai mercati globali.

Oggi, veniamo minacciati di sanzioni, ma abbiamo già sperimentiamo molte limitazioni, alcune delle quali abbastanza significative per noi, la nostra economia e la nostra nazione. Ad esempio, ancora durante i tempi della Guerra Fredda, gli Stati Uniti e successivamente altre nazioni limitarono la lista di tecnologie e attrezzature che potessero essere vendute in URSS, creando il “Comitato di Coordinamento per la lista di controllo delle Esportazioni Multilaterali”. Oggi, sono ufficialmente state eliminate, ma solo formalmente, e in realtà, molte limitazioni sono ancora in vigore.


In breve, abbiamo tutte le ragioni per ritenere che la politica infame di contenimento, adottata nei secoli 18°, 19° e 20°, continua ancora oggi. Essi stanno costantemente cercando di metterci in un angolo perché abbiamo una posizione indipendente, perché la manteniamo e perché noi chiamiamo le cose come sono e non cadiamo nell’ipocrisia. Ma c'è un limite a tutto. E con l'Ucraina, i nostri partner occidentali hanno attraversato la linea, giocando con l'orso e agendo irresponsabilmente e poco professionalmente.


Dopo tutto, erano pienamente consapevoli che ci sono milioni di russi che vivono in Ucraina e in Crimea. Devono avere davvero poco istinto politico e buon senso per non prevedere tutte le conseguenze delle loro azioni. La Russia si è trovata in una posizione da cui non avrebbe potuto ritirarsi. Se si comprime la molla fino al suo limite, essa scatta con tutta la forza. Questo si deve sempre ricordare.

Oggi, è indispensabile porre fine a questa isteria, per confutare la retorica della Guerra Fredda e per accettare il fatto evidente: la Russia è un, partecipante attivo e indipendente negli affari internazionali, come altri Paesi, ha i suoi propri interessi nazionali che devono essere presi in considerazione e rispettati.

Allo stesso tempo, siamo grati a tutti coloro che hanno capito le nostre azioni in Crimea, siamo grati al popolo della Cina, i cui leader hanno sempre considerato la situazione in Ucraina e in Crimea tenendo conto del pieno contesto storico e politico, e apprezziamo notevolmente il contegno e l’obiettività dell'India.

Oggi vorrei rivolgermi al popolo degli Stati Uniti d'America, le persone che, fin dalla fondazione della loro nazione e l'adozione della Dichiarazione di Indipendenza, sono state orgogliose di considerare la libertà sopra ogni altra cosa. Il desiderio dei residenti di Crimea di scegliere liberamente il proprio destino non è un tale valore? Vi preghiamo di comprendere.
Credo che anche gli europei, in primo luogo, i tedeschi, sapranno capirmi. Permettetemi di ricordarvi che nel corso delle consultazioni politiche per l'unificazione della Germania Est e Ovest, alcune nazioni che erano allora e ora sono alleati della Germania non sostennero l'idea di unificazione. La nostra nazione, tuttavia, ha inequivocabilmente sostenuto il sincero e inarrestabile desiderio dei tedeschi per l'unità nazionale. Sono sicuro che non avete dimenticato questo, e mi aspetto che i cittadini della Germania sosterranno anche l'aspirazione dei russi per ripristinare l'unità della Russia storica.

Voglio anche parlare al popolo ucraino. Io sinceramente voglio farvi capire: noi non vogliamo farvi del male in qualsiasi modo, o ferire i vostri sentimenti nazionali. Abbiamo sempre rispettato l'integrità territoriale dello Stato ucraino, per inciso, a differenza di coloro che hanno sacrificato l'unità dell'Ucraina per le loro ambizioni politiche. Essi ostentano slogan sulla grandezza di Ucraina, ma sono quelli che hanno fatto di tutto per dividere la nazione. Lo stallo politico di oggi è interamente sulla loro coscienza. Voglio che voi mi ascoltiate, miei cari amici. Non credete a coloro che vogliono che voi abbiate paura della Russia, gridando che altre regioni seguiranno la Crimea. Non vogliamo dividere l'Ucraina, non abbiamo bisogno di questo. Così come la Crimea, che era e rimane una terra russa, ucraina, e tatara.

Ripeto, così come è stato per secoli, sarà una casa per tutti i popoli che vi abitano. Quello che non sarà e non farà mai è seguire le orme di Bandera!

La Crimea è la nostra eredità storica comune e un fattore molto importante per la stabilità regionale. E questo territorio strategico dovrebbe essere parte di una sovranità forte e stabile, che oggi può essere solo russa. Altrimenti, cari amici (mi rivolgo sia all'Ucraina e alla Russia), voi e noi - i russi e gli ucraini - potremmo perdere completamente la Crimea, e questo potrebbe accadere in una prospettiva storica recente. Per favore rifletteteci.

Lasciatemi far notare anche che abbiamo già sentito le dichiarazioni di Kiev circa il fatto che l’Ucraina potrebbe presto unirsi alla NATO. Che significato avrebbe potuto avere in futuro per la Crimea e Sebastopoli questo? Avrebbe significato che la marina della NATO avrebbe potuto essere proprio lì in questa città della gloria militare della Russia, e questo avrebbe creato non una illusoria, ma una perfetta reale minaccia per tutta la Russia meridionale. Queste sono cose che sarebbero potute diventare realtà se non fosse stato per la scelta fatta dal popolo di Crimea, e voglio dire grazie a loro per questo.

Ma lasciatemi dire anche che non siamo contrari alla cooperazione con la NATO, ma non è questo il caso. Per tutti i processi interni all'organizzazione, la NATO rimane una alleanza militare, e noi siamo contrari ad avere una alleanza militare farsi che si costituisce ai nostri confini o nel nostro territorio storico. Io semplicemente non posso immaginare che dovremmo viaggiare a Sebastopoli per visitare i marinai della NATO. Naturalmente, la maggior parte di loro sono ragazzi meravigliosi, ma sarebbe meglio farli venire a farci visita, come nostri ospiti, piuttosto che il contrario.

Lasciatemi dire francamente che fa male al nostro cuore vedere ciò che sta accadendo attualmente in Ucraina, vedere la sofferenza della gente e la loro incertezza in merito al presente e a quello che li attende domani. Le nostre preoccupazioni sono comprensibili, perché non siamo semplicemente vicini, ma, come ho detto già molte volte, siamo un solo popolo. Kiev è la madre delle città russe. L’antica Rus è la nostra fonte comune, e non possiamo vivere l’uno senza l'altro.

Lasciatemi dire un'altra cosa ancora. Milioni di russi e russofoni vivono in Ucraina e continueranno a farlo. La Russia difenderà sempre i loro interessi con mezzi politici, diplomatici e legali. Ma dovrebbe essere prima di tutto nell'interesse dell'Ucraina assicurare che i diritti e gli interessi di queste persone siano completamente protetti. Questa è la garanzia della stabilità statale e dell'integrità territoriale dell'Ucraina.


Vogliamo essere amici con l'Ucraina e vogliamo che l'Ucraina sia un Paese sovrano forte e autosufficiente. L'Ucraina è uno dei nostri maggiori partner, dopo tutto. Abbiamo molti progetti comuni e credo nel loro successo e non importa quali che siano le difficoltà attuali. Soprattutto, vogliamo la pace e l'armonia regnino in Ucraina, e siamo pronti a collaborare con altri Paesi per fare tutto il possibile per facilitare e sostenere questo. Ma come ho detto, solo il popolo che l'Ucraina può mettere la propria casa in ordine.


Abitanti della Crimea e della città di Sebastopoli, tutta la Russia ha ammirato il vostro coraggio, dignità e valore. Siete stati voi a decidere il futuro di Crimea. Siamo stati più vicini che mai in questi giorni, sostenendoci a vicenda. Questi erano sentimenti sinceri di solidarietà. E' in punti di svolta storici come questi che una nazione dimostra la sua maturità e la forza di spirito. Il popolo russo ha mostrato questa maturità e forza attraverso il suo sostegno unito per i suoi compatrioti.

La posizione di politica estera della Russia sulla questione traeva la sua fermezza dalla volontà di milioni di nostri cittadini, dalla nostra unità nazionale e dal sostegno delle principali forze politiche e pubbliche del nostro Paese. Voglio ringraziare tutti per questo spirito patriottico, tutti senza eccezione. Ora, dobbiamo continuare e mantenere questo tipo di consolidamento in modo da risolvere i compiti che il nostro Paese deve affrontare sulla sua strada.

Ovviamente, incontreremo un’opposizione esterna, ma questa è una decisione che dobbiamo prendere per noi stessi. Siamo pronti a difendere costantemente i nostri interessi nazionali, o ci ritireremo sempre chissà dove? Alcuni politici occidentali ci stanno già minacciando non solo con sanzioni ma anche con la prospettiva di sempre più gravi problemi sul fronte interno. Mi piacerebbe sapere che cosa hanno in mente esattamente: l'azione di una quinta colonna, questo gruppo eterogeneo di <<traditori nazionali>>, o essi sperano di metterci in una situazione sociale ed economica critica in modo da provocare il malcontento pubblico? Consideriamo tali dichiarazioni irresponsabili e chiaramente aggressive nel tono, e risponderemo a loro di conseguenza. Allo stesso tempo, non cercheremo mai il confronto con i nostri partner, sia in Oriente o in Occidente, ma, al contrario, farò tutto il possibile per costruire rapporti civili e di buon vicinato come si suppone che debba essere in un mondo moderno.

Colleghi,

Comprendo la gente di Crimea, che ha messo la questione nei termini più chiari possibili nel referendum: la Crimea deve stare con l'Ucraina o con la Russia? Possiamo essere sicuri nel dire che le autorità di Crimea e di Sebastopoli, le autorità legislative, quando hanno formulato la domanda, hanno accantonato interessi politici e di gruppo per fare gli interessi fondamentali del popolo, unica pietra angolare del loro lavoro. Le particolari circostanze storiche, di popolo, politiche ed economiche della Crimea avrebbero potuto dare forma ad ogni altro tipo di opzione – tuttavia la tentazione potrebbe essere a prima vista - solo temporanea e fragile e avrebbe inevitabilmente portato ad un ulteriore peggioramento della situazione del Paese, che avrebbe avuto effetti disastrosi sulla vita delle persone. Il popolo di Crimea ha quindi deciso di mettere la questione in chiaro e in una forma senza compromessi, senza zone grigie. Il referendum è stato equo e trasparente, e la gente di Crimea ha espresso in modo chiaro e convincente la propria volontà e ha dichiarato che vuole stare con la Russia.

La Russia dovrà anche prendere una decisione difficile ora, tenendo conto delle varie considerazioni interne ed esterne. Che cosa pensa la gente qui in Russia? Qui, come in ogni Paese democratico, le persone hanno diversi punti di vista, ma voglio fare il punto circa il fatto che la maggioranza assoluta del nostro popolo sostiene in maniera decisa quello che sta accadendo.

I più recenti sondaggi di opinione condotti qui in Russia mostrano che il 95 per cento delle persone pensa che la Russia dovrebbe tutelare gli interessi dei russi e i membri di altri gruppi etnici che vivono in Crimea - il 95 per cento dei nostri cittadini. Più dell’83 per cento pensa che la Russia dovrebbe fare questo anche se ciò complicherà le nostre relazioni con altri Paesi. Un totale di 86 per cento della nostra gente vede ancora la Crimea come territorio russo e parte del territorio del nostro Paese. E un dato particolarmente importante, che corrisponde esattamente con il risultato nel referendum di Crimea: quasi il 92 per cento della nostra gente sostiene la riunificazione della Crimea con la Russia.

Così vediamo che la stragrande maggioranza delle persone in Crimea e la maggioranza assoluta del popolo della Federazione Russa sostiene la riunificazione della Repubblica di Crimea e la città di Sebastopoli con la Russia.

Ora questa è una questione di propria scelta politica della Russia, e ogni decisione qui può essere basato solo su volontà del popolo, perché il popolo è la fonte ultima di ogni autorità.

Membri del Consiglio della Federazione, deputati della Duma di Stato, cittadini della Russia, residenti di Crimea e Sebastopoli, oggi, in accordo con la volontà del popolo, io presento all'Assemblea federale la richiesta di prendere in considerazione una legge costituzionale sulla creazione di due nuovi entità costituenti all'interno della Federazione Russa: la Repubblica di Crimea e la città di Sebastopoli, e di ratificare il Trattato sulla ammissione alla Federazione Russa della Crimea e di Sebastopoli, che è già pronto per la firma. Sono certo del vostro supporto. >>

[fonte: President of Russia, official web page]

(traduzione, dall'inglese, a cura di Roberto Motta Sosa)