"Imperare sibi maximum imperium est"

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sabato 26 dicembre 2015

Siria: l’Occidente perde uno dei suoi più grandi alleati
Chi era Zahran Alloush



E’ stato un Natale di sangue, mestizia e lutto quello appena celebrato nelle capitali dell’Occidente. Le principali cancellerie europee (Ankara compresa) e Washington hanno infatti dovuto apprendere la notizia della morte di Zahran Alloush, il capo militare dell’Esercito dell’Islam (Jaysh al-Islam), formazione jihadista di stampo salafita che compone, insieme ad altre, la vasta galassia anti Assad in Siria. Alloush è rimasto ucciso nella zona di Ghouta durante un raid aereo (26 dicembre) delle forze russe, che dal settembre 2015 sostengono il governo di Damasco e si oppongono ostentatamente all’Occidente. Zahran Alloush era nato a Damasco nel 1971 e aveva fama di essere uomo di studi religiosi, avendo egli conseguito un master di specializzazione in Sharia (la legge coranica). Il padre di Alloush, che attualmente vive a Riyadh (capitale dell’Arabia Saudita), appartiene infatti alla corrente islamica salafita. Alloush nel 2009 inizia la sua parabola ascendente. Viene infatti arrestato in Siria, ma rilasciato nel 2011 grazie al provvedimento di amnistia generale proclamato dal presidente Bashar al Assad come segno di conciliazione allo scoppio delle prime rivolte contro il governo di Damasco. E’ in questo frangente che fonda la Brigata dell’Islam (Liwa al-Islam) che ha come compito quello di rovesciare il governo siriano. La formazione ha però vita breve, perché subito dopo crea l’Esercito dell’Islam (Jaysh al-Islam). Nell’aprile 2015, insieme ad altri capi jihadisti, si reca a Istanbul (Turchia, Paese membro della NATO), dove intavola colloqui con movimenti dell’opposizione siriana sotto l’ombrello protettivo turco. Nel suo ambiente era ritenuto un personaggio carismatico, sapeva infatti riunire le diverse anime dell’opposizione siriana. Nel 2013 elogiò la figura di Osama bin Laden e chiamò “fratelli” i miliziani del FronteAl-Nusra (https://www.youtube.com/watch?v=Lcvz-sgyuu0), la formazione di Al-Qaeda che combatte in Siria. Al-Nusra, che il 30 maggio dello stesso anno era stata inclusa dalle Nazioni Unite nella lista dei gruppi terroristici internazionali, è una delle più agguerrite formazioni combattenti anti Assad, tanto che due Risoluzioni delle Nazioni Unite, la 2170 (del 15 agosto 2014) e la 2178 (del 24 settembre 2014), entrambe incluse sotto il Cap. VII della Carta ONU, autorizzano l’uso della forza internazionale contro essa. 
Dotato di grandi capacità militari, almeno secondo alcuni commentatori occidentali, (nel mese di novembre combattenti del suo gruppo avevano esposto alcuni prigionieri in gabbie per utilizzarli come scudi umani durante i bombardamenti siriani), Alloush rappresentava una grande risorsa per tutto il fronte alleato che contrasta Assad (e in misura diversa le forze russe presenti in Siria). Il 9 dicembre 2015 infatti, Alloush aveva partecipato all’incontro organizzato a Riyadh a margine del Summit del Gulf Cooperation Council (GCC) per discutere con alcune formazioni che compongono l’opposizione al governo della Siria. All’incontro, organizzato su iniziativa del Reale governo dell’Arabia Saudita, erano presenti esponenti della milizia salafita Ahrar Al-Sham vicina al gruppo qaedista Al-Nusra (non presente al summit). Al-Nusra, secondo un ‘Rapporto del Servizio Affari Internazionali’ (ottobre 2015, n. 10) del Senato italiano, guida la nuova coalizione anti Assad: l’Esercito della Conquista, nato con appoggio di Arabia Saudita e Turchiadi cui fanno parte gruppi riconducibili ai Fratelli Musulmani, alla Salafia e ad al-Qaeda. In particolare, Ahrar Al-Sham sarebbe armata e appoggiata dai turchi attraverso le zone di frontiera con la Siria abitate da turcomanni, le stesse zone sorvolate dal caccia-bombardiere Sukhoi Su-24 russo prima di essere abbattuto da caccia di Ankara il 24 novembre scorso, per violazione dello spazio aereo turco. La dipartita di Alloush rischia di mettere dunque in serie difficoltà la politica turca nell’area, ma soprattutto dell’Arabia Saudita, peraltro alleata di primo piano dell’Italia, essendo il governo di Riyadh compartecipe, insieme a quello di Washington, nel Counter Finance Working Group, la cui prima riunione (come illustrato in un rapporto scritto dell’inviato militare speciale del Presidente Barack Obama, il Generale John R. Allen) si è tenuta proprio a Roma nel marzo 2015. Già il 3 dicembre 2014 una Risoluzione della 3a Commissione permanente "Affari esteri, emigrazione" del Senato italiano (Doc. XXIV n. 43), riguardante la "conclusione dell'esame dell'affare assegnato sulla situazione in Siria", impegnava il governo di Roma: "a sostenere in tutti i modi, incluso quello militare, l'azione della coalizione militare [...]" in Siria.



venerdì 11 dicembre 2015

CONVEGNO SU ISIS E CALIFFATO

I recenti tragici fatti di cronaca rivelano come oramai il pericolo islamista sia penetrato in profondità sin nel cuore dell’Europa occidentale. Ciò rende altresì necessario comprenderne le radici storiche, le ideologie che lo alimentano e le connessioni geopolitiche sulle quali il cosiddetto Califfato poggia le sue fondamenta.
Dai primi secoli della storia araba al tramonto dell’Impero Ottomano il Califfato storico ha garantito l’unità politica e religiosa del mondo islamico sunnita. La sua fine, negli anni Venti del XX secolo, ha rappresentato un trauma per l’ecumene islamica (in particolare sunnita), tanto da porre i semi di quello che gli esperti hanno definito movimento neo-fondamentalista islamico.
L’associazione culturale-scientifica Nuova Urania vuole quindi offrire una riflessione su tali aspetti, con l’idea che la comprensione dell’attualità non possa prescindere dall’analisi delle dinamiche storiche e geopolitiche che hanno generato l’ISIS, all’interno di una conferenza dal titolo “Il Califfato: realtà storica e attualità geopolitica”.
Sarà l’occasione per cogliere la tematica sotto un duplice aspetto. Da un lato l’attualità, con un richiamo agli attacchi terroristici di Parigi e un intervento del direttore di MonzaOggi.com, Paolo Mariani, e dall’altro gli aspetti più strettamente storici e geopolitici. L’esposizione, che sarà accompagnata da fotografie storiche e mappe geopolitiche, prenderà in considerazione la genesi, le tappe fondamentali, la propaganda e  le fonti di finanziamento dello Stato Islamico, illustrando anche quali siano attualmente gli strumenti utilizzati per il contrasto internazionale e il ruolo dell’Italia.

L’incontro, aperto al pubblico, si terrà giovedì 17 dicembre, nella Sala Mons. Gandini (Via XXIV Maggio) del Comune di Seregno, dalle ore 21:00